About the Book
Quattro donne, una soglia, lo stesso mistero
Ci sono storie che non chiedono di essere credute.
Chiedono soltanto di essere ascoltate.
Questo libro nasce nello spazio sottile che separa la realtà dalla sua negazione, la testimonianza dal dubbio, la fede dalla paura. È uno spazio fragile, spesso violato dal ridicolo, dall'incredulità, dalla fretta di spiegare. Eppure è proprio lì che alcune delle esperienze più profonde dell'essere umano hanno messo radice. È lì che abitano le storie di Betty Andreasson, Linda Cortile, Linda Porter e Karla Turner.
Quattro donne.
Quattro vite diverse.
Un'unica soglia attraversata.
Non sono scienziate, non sono profetesse, non sono simboli costruiti a tavolino. Sono madri, figlie, mogli, ricercatrici, donne comuni che, in una notte qualunque, si sono ritrovate al centro di qualcosa che ha spezzato per sempre il concetto stesso di "normalità".
Il fenomeno delle abduction non è solo un enigma tecnologico o un rompicapo per la scienza. È soprattutto una ferita dell'identità, una lacerazione dell'idea che l'essere umano ha di sé, del proprio corpo, del proprio posto nell'universo. È uno shock ontologico.
E quando questo shock attraversa l'anima di una donna, lascia un segno ancora più profondo, perché si intreccia con il mistero della nascita, della cura, della vulnerabilità, della memoria.
Betty Andreasson rappresenta la fede che non crolla davanti all'inspiegabile, ma si trasforma. Cristiana devota, madre di famiglia, ingenuamente ancorata alla normalità della provincia americana, viene travolta da un'esperienza che infrange ogni schema: luci, esseri, viaggi, simboli. Eppure, invece di spezzarsi, Betty ricostruisce: intreccia Dio e l'Altro, la Bibbia e le stelle, l'angelo e l'alieno. La sua storia è la dimostrazione che la spiritualità non è un rifugio contro il mistero, ma una porta spalancata verso di esso.
Linda Cortile incarna l'abduction nella sua forma più cruda e pubblica. Il suo caso esplode nel cuore di New York, sotto gli occhi - e il silenzio - di presunti testimoni istituzionali. La sua esperienza non resta confinata in una stanza o in una memoria privata, ma diventa evento, scandalo, documento. Linda è il volto dell'abduction come fatto sociale, mediatico, giudiziario. Il suo corpo diventa terreno di scontro tra verità e discredito, tra chi crede e chi distrugge.
Linda Porter rappresenta invece l'abduction silenziosa, quella che non cerca attenzione, ma sopravvive nella clandestinità dell'anima. Portatrice di ricordi frammentati, di traumi sotterranei, di un dolore che non sempre trova parole, Linda è l'emblema di tutte le persone che hanno vissuto l'inspiegabile senza avere la forza, il sostegno o il contesto per raccontarlo. La sua storia è quella di chi porta il peso del mistero in solitudine.
Karla Turner, infine, è la donna che ha osato guardare il fenomeno negli occhi senza filtri consolatori. Abductee, ma anche ricercatrice, madre, studiosa, Karla rifiuta le narrazioni rassicuranti. Non cerca angeli, non cerca salvatori. Scava nel lato oscuro del fenomeno, ne denuncia la brutalità, l'ambiguità, l'aspetto predatorio. La sua voce è scomoda, potente, spesso isolata. Ma è una voce necessaria. Perché il mistero, per essere rispettato, va osservato anche nei suoi abissi.